SREBRENICA UN MASSACRO ORGANIZZATO

 

A conferma di precedenti rivelazioni e di quanto esposto nel  volume di Alexander Dorin e Zoran Jovanovic, “Srebrenica come sono andate veramente le cose”, dotato anche di una ricchissima e accurata documentazione fotografica, che si può comprare presso il nostro Circolo, giunge ora la notizia, rilasciata dal Ministero degli Interni bielorusso, dell'asilo politico e, dopo i tentativi di attentati a Dorin in Germania, anche della protezione di un Maggiore dei Servizi di Spionaggio francesi, che sarebbe in possesso di prove schiaccianti sulla estraneità dei serbo-bosniaci del Generale Ratko Mladic per la strage di Srebrenica. Strage progettata e organizzata invece dalla CIA e dal DRM francese, con l' impiego di una unità speciale,  detta “Skorpion”, sotto il loro diretto comando.

Alla “Skorpion” e non ai militari di Mladic è perciò da attribuirsi l'uccisione di circa 4500 civili inermi.

Gli altri morti, circa 6000, furono per la maggior parte militari musulmani caduti in combattimento, nel vano tentativo di forzare il blocco serbo alla città.

I militari olandesi che dovevano assicurare la sicurezza a Srebrebica ebbero ordine di non intervenire.

Ricordiamo che il cosiddetto massacro di Srebrenica fu preceduto da massacri di serbi perpetuate nella zona da parte dei musulmani a Bielovac, a Skelani ecc, come le foto agghiaccianti, contenute nel volume  in vendita presso il nostro Circolo, documentano bene.

Attualmente Mladic è recluso in attesa di processo da parte del  Tribunale de l' Aja.

Il Presidente della Repubblica Serba, Karadzic, già assolto dalla accusa generica di genocidio, deve ancora essere giudicato per la responsabilità attribuitagli di concorso nella strage di Srebrenica.

Le montature dei Servizi Occidentali su delitti attribuiti ai serbi sono già state sperimentate nel conflitto del Kosovo, come il falso massacro di Racak, organizzato dal Generale statunitense Walker, la cui responsabilità fu per attribuita, come sempre, ai serbi,  o quello del mercato di Sarajevo. Che allora i serbi fossero caduti  nella “trappola” della diffamazione creata ad arte dalle forze occidentali interventiste, per giustificare la loro entrata in guerra, è  rivelato chiaramente anche dai diari dell'ex presidente musulmano Idzetbegovic.

 

 

Luglio 2012

 

Circolo Culturale Proletario di Genova